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Swing — concerti dal vivo

10 imminente concerts · 38 passato

🎤 Prossimi concerti

Mar 12, 2027
19:30
Max Raabe & Palast Orchester — Lanxess Arena
Max Raabe & Palast Orchester
Lanxess Arena
Colonia, Germania
Vedi concerto →
Di Swing

Swing: quando la musica imparò a muoversi

Lo swing non si limitò a ridefinire il jazz, ma ridefinì il modo in cui la musica popolare si connetteva con il corpo. Nato negli Stati Uniti alla fine degli anni '20 e raggiunto il suo apice esplosivo tra il 1935 e il 1945, lo swing fu il primo genere musicale che richiedeva davvero la partecipazione. Non ci si limitava ad ascoltarlo, ma si rispondeva ad esso. Si battevano i piedi, si muovevano le spalle e, prima o poi, ci si ritrovava sulla pista da ballo. Negli anni cupi della Grande Depressione, lo swing offriva qualcosa di radicale: la gioia collettiva.

Musicalmente, lo swing è costruito attorno al ritmo e allo slancio. La caratteristica distintiva è il suo “swing feel”, una sottile elasticità ritmica che fa respirare la musica e la fa rimbalzare in avanti. La batteria suona con costanza, le linee di basso camminano con sicurezza e il ritmo sembra protendersi verso il futuro. Lo swing ha trasformato il jazz delle origini, spesso piccolo, improvvisato e intimo, in un potente linguaggio da big band. Queste orchestre bilanciavano sezioni accuratamente arrangiate con momenti di improvvisazione, permettendo ai singoli musicisti di brillare senza rompere il groove collettivo.

La svolta arrivò nel 1935, quando Benny Goodman e la sua orchestra infiammarono le piste da ballo di tutto il paese. Canzoni come Sing, Sing, Sing non erano solo successi, erano eventi. Il famoso concerto di Goodman del 1938 alla Carnegie Hall elevò simbolicamente lo swing da musica da ballo a punto di riferimento culturale, dimostrando che il jazz apparteneva ai palcoscenici più prestigiosi del mondo.

Allo stesso tempo, lo swing fiorì in diverse voci regionali. A Kansas City, Count Basie sviluppò uno stile essenziale e irresistibilmente ritmico, guidato dal blues e dalla ripetizione. Il suo inno One O'Clock Jump divenne un modello di riferimento per ciò che lo swing doveva essere: rilassato, sicuro di sé e inarrestabile. La band di Basie non travolgeva, ma scivolava, e i ballerini lo adoravano.

Nessuna figura incarnava la raffinatezza dello swing meglio di Duke Ellington. Ellington trattava la big band come un'orchestra di personalità, scrivendo parti su misura per i singoli musicisti. Brani come Take the ‘A’ Train e Cotton Tail combinavano l'eleganza con la potenza dello swing grezzo, trasformando la vita urbana in suono. La sua musica dimostrò che lo swing poteva essere sia intellettualmente ricco che fisicamente irresistibile.

Lo swing era anche inseparabile dai grandi cantanti. Ella Fitzgerald, che divenne famosa con l'orchestra di Chick Webb, portò una precisione giocosa in canzoni come A-Tisket, A-Tasket. Il suo fraseggio era swingante quanto quello di qualsiasi sezione di fiati. Nel frattempo, Cab Calloway ha iniettato umorismo e teatralità nella scena con classici come Minnie the Moocher, dimostrando che lo swing poteva essere scandaloso, divertente e selvaggiamente divertente.

Non tutto lo swing suonava esplosivo. Glenn Miller ha affinato uno stile più morbido e melodico che ha dominato la radio e il cinema. Canzoni come In the Mood e Moonlight Serenade sono diventate parte della vita quotidiana, suonando nei salotti, nelle sale da ballo e nelle basi militari durante la seconda guerra mondiale.

Dal punto di vista culturale, lo swing era importante perché univa le persone. Le sale da ballo divennero spazi rari in cui i confini sociali si confondevano, dove i giovani - bianchi e neri, ricchi e poveri - condividevano lo stesso ritmo. I balli che nacquero intorno allo swing, in particolare il Lindy Hop, erano improvvisati, atletici e gioiosi, riflettendo l'enfasi della musica sulla libertà all'interno della struttura.

Alla fine degli anni '40, il dominio dello swing svanì. Le pressioni economiche, i disordini del periodo bellico e l'ascesa del bebop spostarono il jazz verso l'ascolto piuttosto che verso il ballo. Eppure lo swing non scomparve mai. Il suo DNA ritmico alimentò il rhythm & blues, il primo rock and roll e il pop vocale. Artisti come Louis Jordan colmarono il divario con successi ad alta energia come Caldonia, portando lo spirito dello swing in una nuova era.

Oggi lo swing rimane vivo, non come pezzo da museo, ma come lingua viva. I ballerini ne seguono ancora il ritmo, i musicisti ne reinterpretano gli arrangiamenti e gli ascoltatori continuano a scoprire perché questa musica un tempo ha fatto muovere il mondo. Lo swing resiste perché comprende una verità senza tempo: la musica è più potente quando ti invita a entrare, ti solleva e ti impedisce di stare fermo.

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