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Glam Rock: Quando il rock si truccò e disse la verità a voce più alta
Il glam rock nasce nel momento in cui la musica rock si rende conto che il suono da solo non basta, che il proprio aspetto può essere radicale quanto il modo in cui si suona. Nato nei primi anni '70, il glam rock trasformò il rock in spettacolo, trasformando il palco in uno specchio in cui identità, genere, fantasia e fama venivano esagerati fino a rompersi. Non si trattava di decorazione. Era un confronto attraverso il glitter.
In sostanza, il glam rock è definito da teatralità, esagerazione e consapevolezza di sé. Musicalmente, si basa spesso su strutture rock semplici e incisive – riff imponenti, ritmi incalzanti e ritornelli indimenticabili – ma avvolte in una presentazione sgargiante. La brillantezza del glam rock risiede nel contrasto: musica rock schietta e diretta, trasmessa attraverso personaggi stravaganti. Il messaggio era chiaro: l'autenticità non deve apparire seria.
Il glam rock si sviluppò nel Regno Unito durante un periodo di incertezza culturale e di disillusione post-anni '60. Laddove il rock psichedelico inseguiva la trascendenza e il progressive la complessità, il glam rock inseguiva la presenza. Riportò il rock all'immediatezza, spingendo al contempo l'identità visiva agli estremi. Glitter, stivali con plateau e androginia non erano espedienti, ma affermazioni.
Nessuna figura incarna il glam rock più compiutamente di David Bowie durante la sua era Ziggy Stardust. Bowie non si limitava a scrivere canzoni: interpretava personaggi. Brani come Starman e Ziggy Stardust fondevano fantascienza, fama e alienazione in inni pop che mettevano in discussione l'identità stessa. Il glam rock divenne qui un'arte performativa mascherata da musica rock.
Accanto a Bowie, i T. Rex, guidati da Marc Bolan, fornirono al glam rock il suo ritmo sensuale e spavaldo. Canzoni come Get It On distillarono il fascino del glam in puro groove: seducente, ripetitivo e ipnotico. I T. Rex dimostrarono che il glam rock non aveva bisogno di complessità per essere potente. Aveva bisogno di sicurezza.
Il glam rock abbracciava anche la provocazione e l'umorismo. I Roxy Music confondevano il confine tra arte e decadenza pop, combinando texture sperimentali con immagini all'avanguardia. La loro canzone Virginia Plain presentava il glam come arte moderna: ironica, elegante e consapevole. Il glam rock non prendeva in giro la cultura pop; la sezionava dall'interno.
Dall'altra parte dell'Atlantico, il glam rock assunse una forma più dura e street. I New York Dolls iniettarono caos, estetica drag e pura energia rock nel genere. Canzoni come Personality Crisis spogliarono il glam di ogni raffinatezza e lo trasformarono in ribellione. La loro influenza avrebbe riecheggiato nel punk rock e oltre. Il glam qui non era glamour, era pericoloso.
Ciò che veramente distingue il glam rock dai precedenti movimenti rock è la sua sfida alle convenzioni identitarie. Il glam rock giocava con la mascolinità, la femminilità, la sessualità e la fama in un'epoca in cui tale gioco era profondamente sovversivo. Esagerando i ruoli di genere, il glam rock li esponeva come performance. Il palco divenne un laboratorio in cui l'identità poteva essere sperimentata, scartata e reinventata.
Visivamente, il glam rock cambiò tutto. Copertine degli album, abiti di scena, trucco e luci divennero parte integrante del significato della musica. I musicisti rock non erano più solo musicisti, erano icone. L'immagine non era superficiale; era comunicativa. Il glam rock capì che in un mondo saturo di media, la visibilità è potere.
Musicalmente, il glam rock privilegiava l'impatto sulla resistenza. Le canzoni erano incisive, i ritornelli immediati, i ritornelli costruiti per essere urlati. Questa accessibilità permise al glam di raggiungere un vasto pubblico senza sacrificare il suo lato sovversivo. Dimostrò che il fascino pop e l'immaginario radicale potevano coesistere.
A metà degli anni '70, l'ondata iniziale del glam rock svanì, ma la sua influenza divenne permanente. Il punk ne ha ereditato il confronto e l'attitudine fai-da-te. Il pop ne ha assorbito l'audacia visiva. Il metal ne ha preso l'eccesso teatrale. Persino gli artisti moderni che rifiutano l'estetica glam operano ancora in un mondo che il glam rock ha contribuito a creare.
Il glam rock sopravvive perché ha capito qualcosa di fondamentale: l'identità è performance, e la performance può essere liberatoria. Ha dato agli ascoltatori il permesso di esagerare, di sperimentare, di rifiutare la serietà come unica forma di verità.
Il glam rock non è nostalgia di lustrini e piattaforme. È il momento in cui la musica rock si è resa conto che essere rumorosi era solo metà della ribellione: l'altra metà era essere visti, senza scuse e con brillantezza, esattamente strani quanto si voleva essere.